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La nascita - promozione salute nel percorso nascita

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Accogliere un bambino significa iniziare una nuova storia, fatta di scoperte quotidiane, piccoli traguardi e momenti che restano nel tempo.

È un impegno importante, ma anche un’esperienza ricca di significato.

Per chi sta vivendo questa fase, il nostro obiettivo è offrire supporto e informazioni affidabili, accompagnando ogni famiglia nei primi passi della genitorialità.

 

     

    la valigiaPreparare la valigia per il parto è uno dei gesti concreti che segnano l’avvicinarsi dell’incontro con il proprio bambino.
    Organizzarla con cura aiuta a vivere il ricovero con maggiore serenità.

    È utile includere gli articoli essenziali per la mamma e per il neonato.

    Cosa portare

    Documenti necessari

    • Carta d’identità e tessera sanitaria
    • Cartella della gravidanza con esami ed ecografie recenti

    Per la mamma

    • 2-3 camicie da notte con apertura frontale per facilitare l’allattamento
    • Vestaglia, calzini o ciabatte comode
    • Slip post parto (preferibilmente monouso)
    • Assorbenti specifici per il post parto
    • Abiti comodi per il giorno delle dimissioni

    Per il neonato

    • Body e tutine (1-2 cambi completi al giorno)
    • Pannolini (anche se spesso forniti dall’ospedale, può essere utile averne una piccola scorta)

    Articoli personali

    • Caricabatterie del telefono
    • Prodotti per l’igiene personale
    • Eventuali snack per il ricovero

    Quando prepararla

    È consigliabile preparare la valigia tra la 32ª e la 34ª settimana di gravidanza, così da essere pronte anche in caso di parto anticipato.

    Consigli pratici

    • Organizzare i cambi del neonato in sacchetti separati può facilitare l’utilizzo.
    • Conservare i documenti in una busta trasparente aiuta a trovarli rapidamente.

    Avere tutto pronto permette di vivere con maggiore tranquillità gli ultimi giorni di attesa e di dedicarsi, con il cuore libero, al momento dell’incontro.

    Si raccomanda di evitare il fumo anche durante l’allattamento.

    La nicotina e numerose altre sostanze tossiche contenute nel fumo di tabacco passano nel latte materno. Il neonato può quindi essere esposto a sostanze che interferiscono con il suo sviluppo, in particolare a livello respiratorio e neurologico.

    Il fumo può inoltre:

    • ridurre la produzione di latte;
    • alterarne il sapore;
    • aumentare il rischio di disturbi del sonno nel neonato;
    • essere associato a un maggior rischio di infezioni respiratorie e di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS).

    Anche il fumo passivo rappresenta un rischio. Esporre il bambino al fumo ambientale aumenta la probabilità di bronchiti, otiti, asma e altri problemi respiratori.

    Non esiste un livello di esposizione considerato sicuro per il neonato. Per questo motivo è raccomandata l’astensione completa dal fumo.

    Se smettere di fumare risulta difficile, è possibile rivolgersi ai servizi territoriali dedicati alla cessazione del fumo, che offrono supporto medico e psicologico in modo riservato.

    Servizi e Contatti tabagismo.docx

    Si raccomanda alle madri di non assumere alcol durante l’allattamento.

    L’alcol passa nel latte materno e può raggiungere concentrazioni simili a quelle presenti nel sangue della madre. Se il neonato viene allattato subito dopo l’assunzione di alcolici:

    • può avere la stessa alcolemia della madre;
    • il sapore del latte può risultare alterato;
    • può ridursi la quantità di latte prodotto, per effetto dell’inibizione della prolattina;
    • il neonato può apparire sedato o, al contrario, più irritabile, affaticato nella suzione e con possibili disturbi del sonno.

    A dosi elevate, l’alcol può determinare un’intossicazione acuta e avere effetti negativi sullo sviluppo psicomotorio.

    Nel caso in cui la madre assuma occasionalmente 1-2 unità alcoliche, si raccomanda di attendere almeno 2-3 ore prima di allattare, per consentire la metabolizzazione dell’alcol.

    In caso di dubbi o necessità di chiarimenti, è consigliabile confrontarsi con il pediatra o con i professionisti sanitari di riferimento.

    allattamentoL’allattamento al seno è un gesto naturale che offre benefici importanti per la salute e per la relazione tra madre e bambino. Il latte materno si adatta nel tempo ai bisogni del neonato e rappresenta un sostegno prezioso nei primi mesi di vita.

    Benefici per il bambino

    Il latte materno è facilmente digeribile e completo dal punto di vista nutrizionale.

    L’allattamento contribuisce a:

    • proteggere dalle infezioni respiratorie, urinarie e dalle otiti;
    • ridurre l’incidenza e la durata delle gastroenteriti e delle occlusioni intestinali;
    • favorire uno sviluppo neurocognitivo positivo;
    • diminuire il rischio di sviluppare diabete, allergie e asma;
    • ridurre il rischio di sovrappeso e obesità in età adulta.

    Il contatto pelle a pelle e la vicinanza durante l’allattamento favoriscono inoltre la sicurezza affettiva e la regolazione emotiva del bambino.

    Benefici per la madre 

    L’allattamento favorisce la contrazione dell’utero dopo il parto e contribuisce a ridurre il rischio di emorragie nel periodo post-partum. Può facilitare il recupero del peso pre-gravidico.

    Nel lungo termine è associato a una riduzione del rischio di tumore della mammella e dell’ovaio e può avere un effetto protettivo nei confronti del diabete di tipo 2.

    Anche dal punto di vista emotivo, l’allattamento può rappresentare un momento di connessione e rafforzare il legame madre-bambino.

    Un percorso che può richiedere sostegno

    L’allattamento è un processo che si costruisce nel tempo. In caso di difficoltà o dubbi, è possibile rivolgersi ai professionisti sanitari e ai servizi territoriali dedicati, per ricevere supporto e orientamento.

    Quale dieta seguire durante l’allattamento? Un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea, con alcune attenzioni.

    La dieta mediterranea è varia ed equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e fonti proteiche sia animali sia vegetali. L’olio extravergine di oliva rappresenta il principale condimento, mentre il sale dovrebbe essere utilizzato con moderazione e preferibilmente iodato.

    In assenza di specifiche allergie o intolleranze, non vi sono alimenti da escludere in modo sistematico. Un’alimentazione diversificata garantisce l’apporto dei nutrienti essenziali utili sia alla madre sia al bambino e contribuisce a mantenere un buono stato di salute durante il periodo dell’allattamento.

    Per approfondire: https://www.ats-brianza.it/images/igiene/2025/allattamento.pdf

    il ciuccioIl ciuccio può rappresentare uno strumento utile per calmare e rassicurare il bambino nei primi mesi di vita. La suzione non nutritiva è un bisogno fisiologico e può aiutare nella regolazione e nell’addormentamento.

    Nei bambini allattati al seno, è generalmente consigliabile introdurre il ciuccio dopo che l’allattamento si è ben avviato, per evitare possibili interferenze nelle prime settimane.

    L’uso dovrebbe essere limitato ai momenti di reale bisogno, evitando di offrirlo in modo automatico a ogni segnale di disagio. È importante osservare il bambino e distinguere tra fame, bisogno di contatto o stanchezza.

    Dal punto di vista della sicurezza, il ciuccio deve essere integro, adeguato all’età e utilizzato senza catenelle o cordini che possano rappresentare un rischio.

    Con la crescita, è consigliabile ridurne gradualmente l’utilizzo. Un uso prolungato oltre i 2-3 anni può interferire con lo sviluppo della dentizione e del linguaggio.

    In caso di dubbi, è utile confrontarsi con il pediatra o con i professionisti sanitari di riferimento.

    sonno sicuroLa sicurezza del sonno nei neonati è un aspetto fondamentale per prevenire le morti improvvise e inaspettate che possono verificarsi nel primo anno di vita.

    Queste morti rientrano in tre principali categorie:

    • Sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS)
    • soffocamento o strangolamento
    • morti legate a malattie o traumi

    L’eziopatogenesi della SIDS non è ancora del tutto chiarita. Tuttavia, la ricerca scientifica ha individuato diversi fattori di rischio e fattori protettivi. Non tutti i fattori di rischio sono modificabili, ma alcuni comportamenti e condizioni ambientali hanno mostrato associazioni forti.

    In particolare, esistono evidenze consolidate riguardo:

    • la posizione del bambino durante il sonno;
    • l’esposizione al fumo e all’alcol, sia in gravidanza sia dopo la nascita;
    • l’allattamento;
    • le caratteristiche dell’ambiente in cui il bambino dorme.

    Adottare pratiche di sonno sicuro rappresenta quindi una misura concreta di prevenzione.

    Per ridurre il rischio di SIDS e di altri eventi avversi durante il sonno, è importante adottare alcune semplici regole.

    • Mettere sempre il bambino a dormire in posizione supina (a pancia in su), sia per il sonno notturno sia per i riposini diurni.
    • Utilizzare una superficie rigida e stabile, come un materasso adeguato, senza cuscini o imbottiture morbide.
    • Evitare la presenza nel lettino di coperte pesanti, paracolpi, peluche o oggetti soffici, che possono aumentare il rischio di soffocamento.
    • Non condividere il letto con il bambino, soprattutto in presenza di fumo, consumo di alcol o stanchezza marcata. È invece raccomandato il room-sharing, ovvero far dormire il bambino nella stessa stanza dei genitori, ma in una culla separata, almeno nei primi mesi di vita.
    • Mantenere un ambiente non eccessivamente caldo e vestire il bambino in modo adeguato alla temperatura della stanza.

    Evitare l’esposizione al fumo prima e dopo la nascita rappresenta un ulteriore fattore protettivo.

    Adottare queste misure contribuisce a creare un ambiente di sonno sicuro e a ridurre in modo significativo i rischi nei primi mesi di vita.

    PREVENZIONE DELLA SINDROME DA SCUOTIMENTO

    La Sindrome del Bambino Scosso è una grave forma di maltrattamento fisico che può provocare traumi cerebrali importanti nei neonati e nei lattanti.

    Si verifica quando un adulto scuote violentemente il bambino, causando movimenti bruschi della testa che possono danneggiare il cervello, ancora particolarmente fragile nei primi mesi di vita.

    Le conseguenze possono includere irritabilità, vomito, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, danni neurologici permanenti, coma o morte.

    Uno dei principali fattori che può precedere questi episodi è il pianto inconsolabile del neonato. La stanchezza, la frustrazione o il senso di impotenza possono mettere in difficoltà anche genitori e caregiver attenti. È importante sapere che scuotere un bambino non è mai una soluzione e può avere effetti gravissimi.

    Conoscere la vulnerabilità del cervello infantile e riconoscere i propri limiti è il primo passo per prevenire gesti impulsivi e proteggere la salute del bambino.

    Quando il pianto è difficile da gestire

    Il pianto è una modalità di comunicazione normale nei primi mesi di vita. In alcune fasi può essere più intenso e prolungato: il cosiddetto “picco del pianto” si osserva spesso intorno alle 6-8 settimane ed è generalmente transitorio.

    Se senti che la tensione sta aumentando:

    • Metti il bambino in un luogo sicuro, come la culla, in posizione supina.
    • Allontanati per qualche minuto, anche solo per respirare e ritrovare calma.
    • Coinvolgi una persona di fiducia o chiedi un confronto al pediatra.

    Prendersi una breve pausa non significa trascurare il bambino, ma proteggere entrambi.

    È importante ricordare che scuotere un neonato, anche per pochi secondi, può causare danni gravissimi. Nessuna situazione rende questo gesto sicuro.

    Se la fatica diventa difficile da sostenere, parlarne con un professionista può offrire strumenti utili e sostegno. Condividere le difficoltà fa parte del percorso di crescita come genitori.

    LINK: Per approfondire: https://nonscuoterlo.terredeshommes.it/

     

     

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